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    TERAPIA CON ONDE D’URTO FOCALIZZATE (ESWT)

    TERAPIA CON ONDE D’URTO FOCALIZZATE (ESWT)

    Cosa sono?
    La terapia con onde d’urto è chiamata anche ESWT (dall’inglese: Extracorporeal Shock Wave Terapy) ed è una nuova terapia non invasiva ed estremamente efficace su particolari tipi di patologie. L’applicazione di questa terapia comporta tempi relativamente modesti e si esegue in poche sedute.
    Il trattamento con onde d’urto è stato introdotto in medicina già negli anni ’80 e utilizzato nel trattamento della calcolosi renale. Da queste esperienze si è passato all’uso delle onde d’urto per il trattamento delle pseudoartrosi e dal 1991 sono state utilizzate anche in altri ambiti terapeutici, dapprima nelle calcificazioni intramuscolari e successivamente nelle patologie tendinee.

    Quando sono utili?
    La terapia con le onde d’urto si è quindi rivelata di grande interesse nella patologia muscolo-scheletrica in tre specifici ambiti:
    a) nel ripristino dei processi di riparazione ossea ove si registri un ritardo di consolidazione o una evidente pseudoartrosi;
    b) nel caso di esiti fibrotici e/o calcifici delle lesioni muscolari, quali strappi;
    c) nelle patologie tendinee croniche resistenti ad altre terapie, come ad esempio nell’ epicondilite, nella tendinite d’Achille,nella tendinopatia rotulea, nella tendinopatia calcifica di spalla, nelle fasciti plantari associate o meno a sperone calcaneale.
    Buoni risultati sono stati ottenuti anche nella stimolazione della vascolarizzazione in particolari patologie dell’osso quali la necrosi della testa del femore e nelle sindromi algodistrofiche.
    La terapia, in questo tipo di patologie, consiste in tre o quattro sedute, (1 o 2 sedute a settimana).

    Un discorso particolare riveste il trattamento dell’atleta. Infatti lo sportivo tende a considerare il dolore come unico elemento limitante. La terapia con onde d’urto porta solitamente ad una riduzione della sintomatologia dolorosa decisamente prima del suo effetto biologico sui tessuti. Inoltre l’effetto fisico della terapia stessa necessita di almeno una settimana per essere assorbito. Quindi è importante informare l’atleta e l’allenatore dei tempi da rispettare per la ripresa dell’attività sportiva poiché una ripresa incauta potrebbe portare ad un riacutizzazione della patologia.

    Altre applicazioni
    Le risposte positive ottenute nel trattamento dei tessuti tendinei hanno indotto l’uso delle onde d’urto anche nel trattamento delle fibrotizzazioni delle fasce e dei tendini come nel caso delle rigidità postraumatiche o nel morbo di Dupuytren.

    Cautele
    La terapia ad onde d’urto ha delle nette controindicazioni nel caso di infezioni ossee, sulle cartilagini di accrescimento e nei disordini della coagulazione. Inoltre vi sono delle controindicazioni relative come nel caso di tumori ossei, in caso di gravidanza e nei portatori di pace-maker. Altra controindicazione relativa è rappresentata da infiltrazioni cortisoniche recenti, poiché queste possono alterare la risposta dei tessuti e ridurre significativamente l’effetto biologico cellulare conseguente alla terapia.

    Sono dolorose?
    Va tenuta presente la possibilità che la terapia possa risultare dolorosa e quindi spiacevole per il paziente. Il dolore suscitato per ogni onda d’urto è legato al numero di recettori stimolati e quindi all’ampiezza della zona trattata. Nella maggior parte dei casi comunque questa sensazione dolorosa, seppur fastidiosa, è ben tollerata. Solo raramente si ricorre ad un’anestesia locale. Non va dimenticato che la maggior parte dei trattamenti riguarda le patologie dei tessuti molli e le infiammazioni muscolo-tendinee. La terapia con onde d’urto agisce su condizioni di sofferenza che spesso hanno cause biomeccaniche distanti dalla sede di infiammazione da trattare; quindi l’efficacia della terapia non è legata solo all’efficacia del trattamento in sé, ma richiede anche una corretta diagnostica biomeccanica e un trattamento di rieducazione atto a modificare le cause originarie della patologia per evitare il rischio di recidive.

    In conclusione…
    Si può quindi affermare che, nei casi in cui vi è una corretta indicazione clinica, l’interesse per il trattamento con le onde d’urto si evidenzia
    – nella riduzione del ricorso al trattamento chirurgico,
    – nella riduzione dell’uso di farmaci,
    – nella relativa assenza di effetti collaterali,
    – nella precoce evidenza della risposta positiva,
    – nel numero estremamente ridotto dei trattamenti necessari.

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