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    LE FRATTURE, QUANDO OPERARE

    LE FRATTURE, QUANDO OPERARE

    Se la riduzione non può essere raggiunta in modo soddisfacente (l’allineamento non è adeguato o abbastanza stabile), può essere necessaria un’operazione chirurgica.
Solitamente si interviene chirurgicamente fissando i capi ossei con delle viti, una placca o un chiodo endomidollare.
    L’intervento chirurgico dipende da quale segmento si è fratturato, dov’è il punto di rottura e se il chirurgo ortopedico ritiene che la frattura è a rischio instabilità dopo aver allineato i frammenti ossei.
Se è presente il rischio di una mancata guarigione, si consiglia l’intervento.

    L’intervento medico consiste nella riduzione chiusa e l’immobilizzazione della frattura sotto anestesia, le ossa sono manipolate finché i frammenti sono allineati correttamente.
Dopo aver fatto la riduzione si applica un gesso per mantenere la posizione dei frammenti.
    A volte invece, le fratture sono instabili, quindi serve una riduzione aperta.
Nella riduzione aperta si effettua un’incisione in sala operatoria per poter fissare le ossa con chiodi, placche e viti.
In base al tipo di frattura, alcuni pezzi di metallo possono essere permanenti, mentre gli altri possono essere rimossi chirurgicamente quando le ossa si sono saldate (di solito un anno dopo).
    In caso di grave frattura comminuta o esposta, il chirurgo può consigliare un fissatore esterno. Questo dispositivo forma un impalcatura fuori dall’arto collegata all’osso mediante chiodi o fili metallici.
Il vantaggio del fissatore esterno è che riduce sensibilmente i tempi di immobilizzazione e di recupero.
    La guarigione della frattura può aver bisogno di parecchie settimane o mesi, in base alla gravità del danno e delle condizioni del paziente.
Solitamente il dolore sparisce molto prima rispetto al completo consolidamento dell’osso e si può tornare alle normali attività anche se l’osso non è saldato completamente.
    Anche dopo la rimozione del gesso o del tutore, potrebbe essere necessario continuare a limitare il movimento finché l’osso è sufficientemente solido.
    Durante la convalescenza, si verifica una perdita di forza muscolare e articolarità, con aderenze tissutali, nel segmento interessato; diventa quindi FONDAMENTALE la fisioterapia per il recupero completo della funzionalità del segmento colpito.


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