• 06 MAR 19
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    Frattura di polso, sintomi e trattamenti

    Frattura di polso, sintomi e trattamenti

    Il polso è composto da otto ossa piccole disposte su due filiere, che si collegano alle due ossa lunghe dell’avambraccio chiamate radio e ulna. Anche se un polso rotto può riferirsi ad una di queste 10 ossa, l’osso che si rompe più facilmente è il radio. Si tratta di una frattura radiale distale.
    Spesso la causa della frattura è una caduta durante la quale ci si protegge con una mano dall’impatto con il terreno. L’intero peso del corpo viene così a gravare sul polso determinandone la frattura.
Traumi come incidenti stradali o cadute da una scala causano lesioni più gravi. Ossa deboli (ad esempio, in presenza di osteoporosi nell’anziano) tendono a rompersi più facilmente.
    I primi sintomi di un polso rotto sono dolore e gonfiore ma la mano potrebbe muoversi lo stesso; la frattura del polso può quindi essere confusa con una semplice distorsione. si raccomanda pertanto di eseguire un esame radiografico(RX) anche se i sintomi non sono accentuati; questo esame conferma la presenza di una frattura e mostra anche il tipo di frattura. In alcuni casi, può essere utile una TC, per studiare meglio la frattura.
    Le fratture di polso si suddividono in composte o scomposte, extra articolari o intraarticolari a seconda che la rima di frattura interessi la superficie articolare o meno.
    Se la frattura non dà garanzia di stabilità l’approccio terapeutico è chirurgico (osteosintesi con placca e viti) al fine di un ritorno all’attività lavorativa o sportiva più rapido rispetto a quelli che si ottengono con altre metodiche, come il fissatore esterno e la sintesi percutanea con fili di Kierschner.
    Il trattamento più conservativo (apparecchio gessato) viene riservato per lo più alle fratture extraarticolari semplici, composte e stabili, soprattutto in pazienti che non richiedono un rapido ritorno ad attività lavorative. In alcuni tipi di fratture apparentemente semplici, chiamate “instabili” può verificarsi nelle prime 2 settimane di trattamento in apparecchio gessato una perdita di riduzione. Diventa pertanto consigliabile sottoporre i pazienti a ripetuti controlli radiografici per verificare questa evenienza e mettere in atto una sintesi più stabile con le metodiche sopra elencate.
    L’apparecchio gessato viene solitamente rimosso in 35a giornata ed eventualmente sostituito con tutori, che hanno lo scopo di proteggere il polso per ulteriori 2 settimane e di facilitare successivamente, la rieducazione funzionale del polso.
    Sia in seguito alla chirurgia, sia dopo la rimozione del gesso il paziente dovrà comunque essere seguito da un fisioterapista e istruito ad eseguire delle sedute giornaliere di esercizi che hanno lo scopo di prevenire l’edema e di recuperare più rapidamente la destrezza manuale.

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