Le onde d’urto? Sono bisturi virtuali

Pensate alle onde urto come a dei bisturi virtuali. Lo consiglia il professor dottor Silvio Rossi, ortopedico a Roma, che spiega pregi e difetti di una tecnica capace di far “soffrire meno” per risolvere un problema di salute.

Per terapia con onde d’urto si intende un trattamento che consente di ricreare vascolarizzazione in un distretto corporeo attraverso l’urto di un energia sonora generata in vari modi, esistono infatti onde elettroidrauliche, elettromagnetiche e piezoelettriche e capace in questo modo di avviare un processo di guarigione di patologie croniche di vari tipi, il meccanismo di azione è simile a quello del litotritore usato per l’eliminazione dei calcoli renali. L’onda d’urto ortopedica deve essere focalizzata, cioè, mirata nel punto preciso da trattare per definizione”.

“Nascono in Germania alla fine degli anni 80 presso, tra le altre, l’Università di Ulm a cura del Dr Rupert Diesch che iniziò a studiare le possibili applicazioni in ortopedia del litotritore urologico lavorando sulle cavie. I risultati furono così eclatanti da stimolare le aziende produttrici a creare una linea ortopedica dedicata. Curiosamente tutte queste aziende si trovano nei paraggi del lago di Costanza . Da sempre infatti la Germania è il paese leader per la terapia con le onde d’urto. Anche io utilizzo un’apparecchiatura tedesca”.

“Ho definito questo tipo di terapia “Bisturi Virtuale” per la sua capacità di scongiurare l’intervento chirurgico in alcune patologie. Infatti le calcificazioni intra articolari della spalla che avevano indicazione chirurgica assoluta possono essere trattate e risolte con le onde d’urto e addirittura le fratture in ritardo di consolidazione anche dopo un anno possono esser trattate con onde d’urto con percentuali che l’osso si risaldi vicine al 90%”.

“Molte patologie ortopediche a carattere cronico si giovano di questa terapia come ad esempio la tendinite del tendine d’Achille o del rotuleo, le epicondiliti, le calcificazioni intra articolari della spalla, le fasciti plantari, le spine calcaneari, le fratture in ritardo di consolidazione e molte altre ancora e recentemente si è iniziato il trattamento anche a livello di atleti professionisti di prima fascia (calciatori). I benefici sono molteplici e differenziano notevolmente questo approccio dalle altre forme di terapia fisica basti pensare alla facilità e non aggressività che và fatto una volta a settimana, al fatto che non c’è immissione di farmaci, ma si tratta di stimolare un processo biologico assolutamente naturale.
Grande seguito sta prendendo, di recente, l’uso delle onde d’urto nel trattamento delle ferite difficili per le quali va utilizzata una sonda spcifica che de focalizza l’onda rendndndola disponibile per una superficie più ampia”.

“I trattamenti, a cadenza settimanale, si possono effettuare ambulatorialmente senza problemi e bisogna riconoscere che lo sviluppo tecnologico ha di molto migliorato la compliance per il paziente, che oggi “soffre” molto meno.

Fonte: il tempo

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