IL MIGLIO É SOLO PER I CANARINI?

In Italia il miglio è conosciuto perchè base dell’alimentazione per il pollame e per gli uccelli in gabbia. In realtà questo cereale, molto antico e appartenente alla famiglia delle Graminacee, è ampiamente presente nella dieta di alcuni paesi africani e attualmente molto coltivato in Cina e India. Da alcuni anni però grazie alla maggior diffusione dell’alimentazione bio-naturale, si è avuto un aumento del suo consumo anche in Italia.

Il miglio viene consumato dopo la sua decorticazione: ha una composizione simile al frumento ma più bilanciata, anche se è carente dell’aminoacido lisina. Essendo poi privo di glutine, risulta adatto all’alimentazione dei soggetti affetti da celiachia ed è molto facile da digerire.

Contiene amido, vitamine del gruppo B specialmente B6 e acido folico, vitamina A e molti sali minerali tra i quali il ferro, il potassio, il magnesio, il fosforo e il silicio. E’ ricco di lipidi e quindi sarebbe meglio evitare di conservarlo a lungo sotto forma di farina, in quanto irrancidirebbe con facilità. In chicchi diversamente si mantengono a lungo.

Secondo alcuni autori ha azione stimolante e rivitalizzante sulla pelle, capelli, unghie e sullo smalto dei denti. E’ particolarmente consigliato alle donne in gravidanza e in allattamento: si pensa che questo cereale aiuti a minimizzare il rischio d’aborto spontaneo. E’ adatto anche alle persone

che svolgono attività intellettuale e nei casi di convalescenza. Al contrario il miglio non è consigliato per i soggetti che soffrono di problemi alla tiroide in quanto è un debole inibitori della perossidasi tiroidea, l’enzima coinvolto nella sintesi degli ormoni tiroidei.

Essendo l’unico cereale ad avere effetto alcalinizzante è indicato per chi ha problemi di gastrite o di reflusso gastro-esofageo ed è un ottimo antagonista per lo sviluppo di eventi tumorali che si nutrono invece di sostanze acide!

Prima di bollirlo è necessario lavare più volte i chicci sciacquandoli a mano in una terrina, al fine di eliminare la polvere e le impurità. Fatto questo bisogna tostarlo e poi bollirlo in acqua fredda salata per circa 20 minuti a fiamma bassa. Importante è dosare la quantità di acqua in modo da non scolarlo!

 

Dott.ssa Paola Battivelli
Biologa nutrizionista

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